Immagina di avere un database che lavora per te. Ogni volta che arriva un nuovo cliente, parte una sequenza automatica: si crea la cartella su Google Drive, parte la mail di benvenuto, il commerciale riceve la notifica su Slack, e il record viene aggiornato con timestamp e stato. Tutto in meno di tre secondi.
Questa non è fantascienza. È quello che puoi costruire oggi con Airtable e Make, la combo che sta rivoluzionando il modo in cui le PMI gestiscono i propri processi. In questa guida ti mostro come integrarli, con esempi pratici che puoi replicare subito.
Perché Airtable + Make è la combo vincente
Airtable è un database travestito da foglio di calcolo. Ha la semplicità di Excel con la potenza di un vero database relazionale. Puoi creare tabelle collegate, viste personalizzate, formulari di input e molto altro. Ma le sue automazioni native sono limitate.
Qui entra Make. Mentre Airtable è bravissimo a organizzare dati, Make è il maestro nel muoverli. Collegare questi due tool significa ottenere:
- Database strutturato con relazioni, viste filtrate e campi calcolati (Airtable)
- Automazioni illimitate che collegano centinaia di app esterne (Make)
- Logica condizionale complessa con router, filtri e gestione errori (Make)
- Trasformazione dati al volo tra formati diversi (Make)
Le automazioni native di Airtable possono fare cose semplici come inviare una mail quando cambia uno stato. Ma se vuoi creare una cartella Drive, aggiungere un evento calendario, notificare su Slack e aggiornare un altro database, ti serve Make.
Setup: collegare Airtable a Make
Collegare i due tool richiede circa cinque minuti. Ecco i passaggi esatti.
Passo 1: Genera il Personal Access Token in Airtable
Apri Airtable e vai su airtable.com/create/tokens. Clicca "Create new token". Assegna un nome descrittivo come "Make Integration". Nei permessi, seleziona le basi specifiche che vuoi collegare. Per lo scope, attiva almeno data.records:read e data.records:write. Se vuoi che Make possa anche modificare la struttura, aggiungi schema.bases:read.
Copia il token generato. Lo vedrai una volta sola, quindi salvalo in un password manager.
Passo 2: Crea la connessione in Make
In Make, crea un nuovo scenario. Aggiungi un modulo Airtable, qualsiasi azione va bene per iniziare. Quando ti chiede la connessione, clicca "Add". Incolla il token che hai copiato. Dai un nome alla connessione tipo "Airtable Produzione".
Make verificherà automaticamente che il token funzioni. Se tutto è ok, vedrai le tue basi nel dropdown. La connessione è pronta.
Passo 3: Mappa i campi
Questo passaggio è cruciale. Airtable usa ID interni per identificare campi e tabelle. Quando selezioni una tabella in Make, vedrai i nomi dei campi come li hai definiti tu. Ma sotto il cofano, Make sta usando gli ID.
Questo significa che se rinomini un campo in Airtable, lo scenario Make continua a funzionare. Ma se elimini un campo e ne crei uno nuovo con lo stesso nome, dovrai ricollegarlo in Make perché l'ID è diverso.
Scenario 1: Nuovo record = azione automatica
Lo scenario più comune: ogni volta che qualcuno aggiunge un record in Airtable, vogliamo che succeda qualcosa. Vediamo un esempio concreto di onboarding cliente.
Il trigger: Watch Records
In Make, aggiungi il modulo "Watch Records" di Airtable. Seleziona la base e la tabella clienti. Nel campo "Trigger field", scegli un campo che viene popolato solo quando il record è "pronto", ad esempio un checkbox "Onboarding Attivo" o un campo data "Data Attivazione".
Questo è importante: senza un trigger field specifico, Make controllerebbe tutti i nuovi record inclusi quelli ancora in bozza. Con il trigger field, lo scenario parte solo quando il record è veramente pronto.
Le azioni: crea cartella e notifica
Dopo il trigger, aggiungi il modulo Google Drive "Create a Folder". Nel nome cartella, usa i dati dal record Airtable: {{Nome Cliente}} - {{ID Progetto}}. Scegli la cartella padre dove creare le sottocartelle clienti.
Poi aggiungi Slack "Send a Message". Seleziona il canale vendite e componi il messaggio: "Nuovo cliente attivato: {{Nome Cliente}}. Cartella: {{link alla cartella}}". Il link lo prendi dall'output del modulo Google Drive.
Infine, torna su Airtable con il modulo "Update a Record". Aggiorna il record originale con il link alla cartella Drive e un timestamp di quando è partito l'onboarding.
Scenario 2: Update record = notifica
A volte non vuoi reagire a nuovi record, ma a modifiche su record esistenti. Esempio classico: quando lo stato di un progetto cambia da "In Lavorazione" a "Completato", vuoi notificare il cliente.
Configurare il trigger per modifiche
Usa sempre "Watch Records", ma questa volta il trucco è nel trigger field. Crea in Airtable un campo formula che concatena i valori che vuoi monitorare: CONCATENATE({Stato}, "-", LAST_MODIFIED_TIME()).
Usa questo campo formula come trigger field. Ogni volta che lo stato cambia, anche il campo formula cambia, e Make rileva la modifica.
Aggiungere logica condizionale
Non tutte le modifiche di stato devono generare notifiche. Dopo il trigger, aggiungi un "Router" di Make. Crea due percorsi:
- Percorso 1: Se stato = "Completato" allora invia email cliente
- Percorso 2: Se stato = "Bloccato" allora notifica PM interno
Il router permette di gestire scenari multipli con un solo trigger, risparmiando operazioni.
Scenario 3: Sync bidirezionale
Questo è lo scenario avanzato: vuoi che Airtable e un'altra app restino sempre sincronizzati. Se modifichi qui, si aggiorna là e viceversa.
Il pattern webhook
Per sync in tempo reale, devi abbandonare il polling e usare i webhook. Leggi la guida pratica sui webhook per approfondire. In Airtable, crea un'automazione nativa con trigger "When record matches condition" e azione "Run a script".
Lo script è semplice:
let config = input.config();
let webhookUrl = 'https://hook.eu2.make.com/xxx...';
await fetch(webhookUrl, {
method: 'POST',
headers: {'Content-Type': 'application/json'},
body: JSON.stringify({
recordId: config.recordId,
fields: config.fields
})
});
In Make, crea uno scenario che inizia con "Custom Webhook". Questo riceve i dati in tempo reale, senza polling.
Gestire i loop infiniti
Attenzione al problema classico del sync bidirezionale: se A aggiorna B che aggiorna A che aggiorna B... hai un loop infinito che consuma tutte le tue operazioni in pochi minuti.
La soluzione è aggiungere un campo "Last Updated By" in entrambi i sistemi. Prima di aggiornare, controlla: se l'ultimo update viene dallo stesso sistema che sta per aggiornare, fermati. Questo rompe il loop.
Best practices per non sforare i limiti
Sia Airtable che Make hanno limiti sui piani gratuiti e a pagamento. Ecco come ottimizzare.
Ridurre le operazioni Make
Ogni modulo in Make consuma un'operazione. Uno scenario con 5 moduli che esegue 100 volte consuma 500 operazioni. Il piano free ne ha 1.000 al mese.
Strategie di ottimizzazione:
- Usa filtri dopo il trigger per processare solo record rilevanti
- Aggrega più azioni in meno moduli quando possibile
- Preferisci esecuzioni programmate a polling frequenti per task non urgenti
- Usa il modulo "Iterator" per processare array invece di loop manuali
Ottimizzare le chiamate Airtable
Airtable ha un rate limit di 5 richieste al secondo per base. Se il tuo scenario fa molte operazioni, aggiungi pause di 200ms tra le chiamate con il modulo "Sleep".
Per update massivi, usa il modulo "Update Multiple Records" invece di tanti "Update a Record" singoli. Un batch di 10 record conta come una sola operazione API.
Errori comuni e soluzioni
Dopo aver configurato centinaia di integrazioni Airtable-Make, questi sono gli errori che vedo più spesso.
Errore 1: Token scaduto o permessi insufficienti
Sintomo: lo scenario fallisce con errore 401 o 403. Causa: il token non ha i permessi sulla base specifica, oppure hai cambiato le basi collegate dopo aver creato il token.
Soluzione: vai su airtable.com/create/tokens, trova il token, espandi i permessi per includere la base mancante.
Errore 2: Campo non trovato dopo rename
Sintomo: lo scenario gira ma alcuni campi sono vuoti o generano errore. Causa: hai eliminato un campo in Airtable e ricreato con lo stesso nome. L'ID interno è diverso.
Soluzione: in Make, modifica lo scenario. Vai sul modulo problematico, svuota e riseleziona i campi. Make ri-mapperà con i nuovi ID.
Errore 3: Trigger che salta record
Sintomo: alcuni record non attivano lo scenario. Causa: il trigger field viene valorizzato prima che gli altri campi siano pronti, oppure più record vengono creati nello stesso intervallo di polling.
Soluzione: usa un trigger field che viene valorizzato per ultimo nel processo di data entry. Considera i webhook per trigger istantanei se il polling crea problemi.
Errore 4: Rate limit exceeded
Sintomo: errore 429 da Airtable. Causa: troppi scenari accedono alla stessa base simultaneamente, o uno scenario fa troppe chiamate in sequenza rapida.
Soluzione: aggiungi moduli Sleep tra le chiamate, usa batch operations, scagliona gli scenari in orari diversi se possibile.
5 automazioni pronte da copiare
Ecco cinque scenari testati che puoi implementare oggi nella tua azienda.
1. Lead scoring automatico
Trigger: Nuovo record in tabella Leads
Azioni: Arricchisci dati con Clearbit, calcola score basato su industry/size/engagement, assegna automaticamente al sales rep giusto, invia notifica personalizzata. Approfondisci con la guida su automazione lead generation.
Tempo setup: 30 minuti
2. Onboarding cliente
Trigger: Campo "Contratto Firmato" = true
Azioni: Crea cartella Drive con sottocartelle standard, duplica template progetto in Airtable, invia sequenza email benvenuto via Mailchimp, crea canale Slack dedicato, assegna task iniziali al team
Tempo setup: 45 minuti
3. Report settimanale automatico
Trigger: Schedulato ogni lunedì alle 9:00
Azioni: Query Airtable per task completati settimana scorsa, aggrega dati per progetto/cliente, genera PDF report con Make, invia via email ai project manager, archivia report su Drive
Tempo setup: 1 ora
4. Reminder scadenze
Trigger: Schedulato ogni giorno alle 8:00
Azioni: Trova record con scadenza entro 3 giorni, filtra per stato "non completato", invia reminder personalizzato via email/Slack all'assegnatario, aggiorna campo "Reminder Inviato"
Tempo setup: 20 minuti
5. Sync CRM bidirezionale
Trigger: Webhook da Airtable / Webhook da HubSpot
Azioni: Mappa campi tra i due sistemi, controlla "Last Updated By" per evitare loop, aggiorna record corrispondente nell'altro sistema, log delle sync per debugging. Se usi Airtable come CRM, consulta la guida CRM con Airtable per PMI.
Tempo setup: 2 ore (sync bidirezionali sono complessi)
Automatizzare non significa eliminare il lavoro umano. Significa liberare tempo per il lavoro che solo gli umani sanno fare bene.
Domande Frequenti
Quanto costa usare Airtable e Make insieme?
Airtable offre un piano gratuito con 1.000 record per base e 1.000 automazioni al mese. Make ha un piano free con 1.000 operazioni mensili. Per una PMI che inizia, questo è spesso sufficiente. I piani a pagamento partono da circa 10 euro al mese per ciascun tool (prezzi aggiornati a gennaio 2026, verifica sempre), con limiti molto più ampi.
Posso usare Make senza conoscere la programmazione?
Assolutamente sì. Make è progettato per essere usato senza scrivere codice. L'interfaccia visuale ti permette di costruire automazioni trascinando moduli e collegandoli. Questo tutorial dimostra come creare scenari complessi senza toccare una riga di codice.
Qual è la differenza tra le automazioni native di Airtable e Make?
Le automazioni native di Airtable sono limitate alle azioni dentro Airtable stesso con poche integrazioni esterne. Make invece può collegare Airtable a centinaia di altre app, creare logiche condizionali complesse, gestire errori e trasformare dati. Per automazioni semplici Airtable basta, per workflow multi-app serve Make.
Come evito di superare i limiti del piano gratuito?
Usa filtri per ridurre i record processati, aggrega più azioni in un solo scenario, imposta esecuzioni programmate invece di trigger istantanei quando possibile. Monitora il consumo dalla dashboard Make. Un trucco: le operazioni di lettura consumano meno di quelle di scrittura.
Cosa succede se Make non funziona temporaneamente?
Make ha un sistema di retry automatico per le esecuzioni fallite. Inoltre puoi configurare notifiche email per errori e impostare esecuzioni di backup. Per workflow critici, considera di aggiungere un secondo scenario che monitora il primo e avvisa in caso di problemi prolungati.
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